francescodeviti

Francesco Antonio Maria De Viti, più semplicemente conosciuto come Francesco, nacque ad Ortelle il 4 Giugno del 1875, nella casa posta in Via Vittorio Emanuele N. 12, dal padre Vincenzo e dalla madre Vincenza Vallati.
Egli apparteneva ad una delle famiglie più in vista e benestanti di Ortelle ed esercitava la professione di avvocato quando, poco più che quarantenne, una grave malattia lo costrinse ad uno stato di infermità che lo portò alla morte, avvenuta in data 19 Luglio del 1919, quando aveva da poco compiuto il suo 44° anno di età.


Ma, già in data 8 Settembre 1918, Francesco De Viti, consapevole del fatto che la sua breve e sfortunata vita non si sarebbe ancora protratta a lungo, fece venire in casa sua il notaio Donato Abati di Nociglia per dettare le sue volontà testamentarie.


Dopo aver dichiarato di non avere eredi diretti, Egli dispose di alcuni suoi beni a favore di persone che lo avevano assistito durante la sua non breve malattia. Ma, per la maggior parte del suo patrimonio, dispose che venisse utilizzato perché: “se ne faccia un orfanotrofio maschile in cui si raccolgono gli orfani di guerra, gli orfani di ambedue i genitori, gli orfani di padre o di madre ed i fanciulli poverissimi di Ortelle. La precedenza è stabilita nell’ordine dato da lui nella proporzione precedente, lieto se le rendite del suo patrimonio basteranno a raccogliere nello stabilimento i fanciulli delle cinque categorie.

 

Il suo desiderio è che orfani e poverissimi siano mantenuti, educati ed istruiti da figlie della carità, che l’istruzione sia quella delle tre classi elementari e che scoprendosi in qualcuno dei ricoverati attitudini speciali per artefice, artista, letterato o scienziato sia provvisto dei mezzi necessari per la sua istruzione nelle scuole idonee in qualunque parte d’Italia esse si trovino”.


Il De Viti nominò, poi, come suoi esecutori testamentari l’avvocato Andrea Tronci di Ortelle ed il dottor Domenico Bacile di Spongano.
Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele III decretò in data 27 Agosto 1923, col patrimonio di 673972 Lire, la nascita dell’Ente Morale Orfanotrofio Francesco De Viti di Ortelle, con annesso lo Statuto dell’Opera Pia stessa che si stava costituendo, approvato il 10 Luglio del 1923. Lo Statuto è composto da 22 articoli, nei quali oltre alle regole generali dell’Ente, veniva disposto anche del Consiglio di Amministrazione dello stesso (del quale dovevano far parte il Sindaco o suo delegato, il Pretore o suo delegato, il Prefetto o suo delegato, ecc.).


Per decenni quindi, l’Ente costituito dalla volontà generosa ed illuminata di Francesco De Viti, ha accolto orfani da tutta la provincia di Lecce, sia nella sede principale di Ortelle, che in quella estiva di Castro. Oggi svolge le funzioni di Asilo Infantile (anche queste, in via subordinata, erano previste nello Statuto).
Non vi è dubbio, però, che lo scopo originale dell’Ente, quello cioè di accogliere gli orfani, sia stato oramai raggiunto, come accade per tanti altri Istituti di accoglienza e beneficenza regionali. Per questa ragione, la Regione Puglia ha disposto il commissariamento dell’Ente, che nei prossimi mesi sarà, quasi sicuramente, trasformato in Azienda di servizi alla persona, con la forma giuridica della Fondazione di diritto privato. Archivio Storico dell’Istituto - Orfanotrofio “Francesco De Viti” di Ortelle, Statuto dell’Ente.

 

Deodato Giovanni Guida