INSEDIAMENTI RUPESTRI

Il complesso monumentale di Largo San Vito

Ubicata tra gli assi stradali che da Maglie portano a S.Cesarea Terme e a S.Marina di Leuca, Ortelle appartiene al sud-est salentino, l'area più densa di centri abitati della provincia di Lecce.

 

La ragione di tale caratteristica insediativa è dovuta, oltre che alla facilità di approdo dei litorali, alla sua posizione geografica di ponte tra le coste mediterranee che ha favorito gli spostamenti di tutti i popoli diretti verso occidente. Come i centri limitrofi conta solo pochissime migliaia di abitanti distribuiti in un'area di qualche ettaro quadrato.

 

Ma a dispetto di ciò possiede dei monumenti di rilevanza storica e artistica che ne fanno uno dei paesi più interessanti dell'immediato entroterra costiero.
Non se ne conosce l'origine: se come estrema propaggine messapica del territorio di Vaste - per alcune tombe rinvenute nella zona ovest dell'abitato - oppure, molto più tardi, come insediamento rurale bizantino (corìon) con capacità contributiva fiscale autonoma nei confronti di Bisanzio.
Certamente, la sua prima fase insediativa riconoscibile è costituita dalla facies rupestre della quale risultano ancora superstiti la Chiesa della Madonna della Grotta (Madonna delle Grazie), quella dei SS. Vito e Marina - sottostante l'attuale chiesa in muratura - ed una serie di modeste tracce dell'antico villaggio rupestre, ubicato dentro e intorno a largo S.Vito; la gran parte dei resti sono stati distrutti dall'intensa attività di estrazione di materiali da costruzione dalle cave utilizzate per edificare labitato attuale.

 

Per vantare la qualità della pietra di queste cave, una leggenda popolare narra che la cattedrale di Castro, la più ardua e bella costruzione dell'omonima contea normanna cui apparteneva anche Ortelle, fu innalzata proprio con i conci provenienti da questa zona. ma sela leggenda dovesse avere dei riscontri documentari, poiché la fondazione della cattedrale avvenne nel 1171, occorrerebbe porre l'origine dell'insediamento rupestre di Ortelle in epoca successiva al XII secolo: ciò spiegherebbe sia la denominazione Ortedde (piccoli orti, RHOLFS, che ne caratterizzano parte del territorio secondo l'uso salentino di trasformare le cave esauste in piccoli appezzamenti produttivi dopo avervi trasportato della terra coltivabile), sia la cronologia relativamente tarda (XIV sec.) dei più antichi affreschi rimasti sulle pareti della chiesa rupestre della Madonna della Grotta. Anche quest'ultima generica definizione popolare (più diffusa di quella canonica di Madonna delle Grazie) indurrebbe ad una cronologia piuttosto tarda, indice, comunque di una memoria storica sbiadita.