La partecipazione popolare - Gli istituti di partecipazione 

 

Art. 33     Istituti

1) Sono istituti della partecipazione:
a) l'iniziativa popolare;
b) gli organismi di partecipazione e consultazione;
c) il referendum consultivo;
d) la partecipazione al procedimento amministrativo;
e) l'azione popolare;
f) il diritto di accesso e di informazione agli atti amministrativi;
g) il difensore civico.

 

Art. 34    L’iniziativa popolare

1. Tutti i cittadini, le organizzazioni sindacali e quelle di volontariato e le altre associazioni possono presentare nel campo dei servizi sociali, dello sviluppo economico e dell'assetto del territorio, proposte di interventi di interesse generale.

2. Possono rivolgere, altresí, istanze e petizioni per chiedere provvedimenti o prospettare l'esigenza di comuni necessità.

3. Le proposte articolate, previo parere della Commissione Consiliare, che ha facoltà di ammettere alla discussione delle proposte una delegazione dei presentatori, sono in ogni caso sottoposte all'esame del Consiglio entro due mesi dalla loro presentazione, con precedenza su ogni altro argomento.

4. Le organizzazioni di volontariato e le altre associazioni possono rivolgere anche interrogazioni scritte al Consiglio Comunale ed alla Giunta, a seconda della loro competenza.

5. Il Regolamento del Consiglio Comunale, fermo restando quanto previsto nel precedente 3° comma, prevede modalità  e termini per la presentazione, accettazione ed esame delle proposte, delle istanze, delle petizioni e delle interrogazioni.

6. Il Comune, nei modi stabiliti dal regolamento, agevola le procedure e fornisce gli strumenti necessari per l'esercizio del diritto di iniziativa, assicurando anche l'assistenza dei competenti uffici.

 

Art. 35    Organismi di partecipazione e consultazione

1. Il Comune favorisce e valorizza le libere forme associative e promuove la formazione di organismi di partecipazione al fine di consentire l'effettiva possibilità di intervenire in un provvedimento amministrativo e, più in generale, nei vari momenti dell'attività amministrativa.

2. Tali organismi, sia direttamente che attraverso i loro rappresentanti, concorrono in particolare nella gestione dei servizi pubblici a domanda individuale, nonché dei servizi gratuiti per legge e di quelli finalizzati al recupero ed al reinserimento sociale.

3. Il Comune può anche deliberare la consultazione di particolari categorie o settori della comunità locale su provvedimenti sia di loro interesse sia di interesse generale, riguardanti i programmi ed i piani.

4. Il regolamento stabilisce modalità e termini per l'esercizio di tali istituti.

5. La Giunta Comunale:
a) favorisce le associazioni per poter accedere alle strutture del Comune, in modo da rendere più agevoli le attività delle associazioni stesse;
b) fissa criteri per evitare che vengano privilegiate alcune associazioni su altre e per garantire, in ogni caso, la loro indipendenza rispetto all'Amministrazione;
c) registra le associazioni del territorio, istituisce un albo e ne cura l'aggiornamento.

 

Art. 36    Il referendum consultivo

1. Il Consiglio Comunale, a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, può deliberare l'indizione di referendum consultivi della comunità locale interessata a determinati provvedimenti di interesse generale ed in materie di esclusiva competenza locale, salvo i limiti di cui al successivo articolo.

2. È indetto, altresí, referendum consultivo, su questioni interessanti l'intera comunità locale e nelle materie di cui sopra quando lo richiedano un quinto della popolazione risultante dall'ultimo censimento.

3. È indetto, altresí, referendum consultivo su questioni interessanti una singola frazione e nelle materie di cui sopra quando lo richiedano:
a) la maggioranza assoluta dei consiglieri comunali;
b) un quinto della popolazione della stessa frazione risultante dall'ultimo censimento.

4. La proposta soggetta a referendum‚ accolta se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto al voto e se ha ottenuto la maggioranza dei voti validi.

5. Entro sessanta giorni dalla proclamazione dei risultati ed in relazione all'esito degli stessi, il Consiglio Comunale‚ è tenuto ad adottare un provvedimento avente per oggetto la proposta sottoposta a referendum.

6. Il regolamento determina le ulteriori modalità di attuazione, disciplinando anche il procedimento per la verifica della regolarità e dell'ammissibilità delle richieste di referendum.

 

Art. 37    Limiti al referendum consultivo

1. Il referendum consultivo non è ammesso per i provvedimenti amministrativi in materia tributaria e tariffaria, di finanza locale, di statuto e di regolamenti interni.

2. Non è ammesso, altresí, su atti amministrativi di esecuzione di norme legislative e regolamentari e di esecuzione delle delibere consiliari.

3. Una proposta di referendum che non sia stata accolta non può essere ripresentata prima di un anno.

4. Le operazioni di referendum non possono essere indette prima che siano decorsi almeno dodici mesi dall'attuazione di altro precedente referendum di qualsiasi tipo, né possono svolgersi in coincidenza di elezioni provinciali, comunali o circoscrizionali.

 

Art. 38     Diritto di partecipazione

1. Il Comune e gli Enti ed Aziende dipendenti o partecipate, ove non sussistano ragioni di impedimento da particolari esigenze di celerità del procedimento, sono tenuti a comunicare, con le modalità previste dal successivo articolo, l'avvio del procedimento ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti ed a quelli che per legge debbano intervenire.

2. Hanno facoltà di intervenire nel procedimento i soggetti portatori di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, qualora dal provvedimento possa loro derivare un pregiudizio.

3. I soggetti di cui ai precedenti commi hanno diritto di prendere visione degli atti del procedimento e di presentare memorie scritte e documenti, con l'obbligo di valutazione qualora siano pertinenti all'oggetto del procedimento.

 

Art. 39     Comunicazione

1. Il Comune e gli Enti ed aziende dipendenti o partecipate, secondo le norme previste dal Regolamento, provvedono a dare notizia dell'avvio del procedimento mediante comunicazione personale, nella quale debbano essere indicati:
a) l'oggetto del procedimento promosso;
b) l'ufficio e la persona responsabile del procedimento;
c) l'ufficio in cui si può prendere visione degli atti.

2. Qualora per il numero dei destinatari la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa gli elementi di cui al precedente comma devono essere resi noti mediante forme di pubblicità idonee, di volta in volta stabilite dall'Amministrazione medesima.

 

Art. 40     Accordi - recessi - controversie

1. In accoglimento di osservazioni e proposte presentate a norma del precedente art. 38, senza pregiudizio dei diritti dei terzi, e in ogni caso nel perseguimento del pubblico interesse, possono concludersi accordi con le modalità previste dal regolamento con gli interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale ovvero, nei casi previsti dalla legge, in sostituzione di questo.

2. Gli accordi di cui al presente articolo, debbono essere stipulati, a pena di nullità, per atto scritto, salvo che la legge disponga altrimenti. Ad essi si applicano, ove diversamente previsto, i principi del Codice Civile in materia di obbligazioni e contratti in quanto compatibili.

3. Gli accordi sostitutivi di provvedimenti sono soggetti ai medesimi controlli previsti per questi ultimi, secondo le modalità previste dal relativo regolamento.

4. Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse l'Amministrazione può recedere unilateralmente dall'accordo, salvo l'obbligo di provvedere alla liquidazione di un indennizzo in relazione agli eventuali pregiudizi verificatisi in danno del privato.

5. Le controversie in materia di formazione, conclusione ed esecuzione degli accordi di cui al presente articolo sono riservati alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

 

Art. 41     Limiti al diritto di partecipazione

1. Le disposizioni contenute negli articoli precedenti non si applicano nei confronti dell'attività diretta all'emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione.

2. Dette disposizioni non si applicano, altresí, ai procedimenti tributari per i quali restano ferme le particolari norme che li regolano.

3. Per quanto non sia già direttamente stabilito dalla legge e dal presente statuto, le ulteriori norme in materia di procedimento amministrativo, di responsabilità dei procedimenti e di semplificazione delle procedure sono disciplinate dal relativo regolamento.

 

Art. 42     L’azione popolare

1. Ciascun elettore può far valere, in giudizio, le azioni ed i ricorsi che spettino al Comune.

2. Il Giudice ordina l'integrazione del contraddittorio nei confronti del Comune. In caso di soccombenza, le spese sono a carico di chi ha promosso l'azione o il ricorso, salvo che il Comune, costituendosi, abbia aderito alle azioni e ai ricorsi promossi dall'elettore.

 

Art. 43 Diritto di accesso agli atti, alle strutture, ai  servizi

1. Il Comune, al fine di assicurare la trasparenza della attività amministrativa e di favorirne lo svolgimento corretto ed imparziale riconosce ai cittadini singoli ed associati il diritto di accesso ai documenti amministrativi, secondo le modalità stabilite dalla legge, dal presente statuto e dal relativo regolamento.

2. Ai fini del presente articolo, è considerato documento amministrativo ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni, formati o, comunque, utilizzati ai fini dell'attività amministrativa.

3. Il diritto di accesso si esercita anche nei confronti degli Enti ed aziende dipendenti, o partecipate, nonché dei concessionari di pubblici servizi.

4. Esso si esercita concretamente mediante esame ed estrazione di copie dei documenti amministrativi, nei modi e con i limiti indicati dalla legge, dal presente statuto e dal regolamento, previo pagamento del costo di riproduzione e fatte salve le disposizioni in materia di bollo qualora l'atto richiesto sia utilizzato per fini amministrativi e di giustizia.

5. Il Comune assicura, altresí, col relativo regolamento, alle organizzazioni di volontariato, alle associazioni ed agli Enti l'accesso alle strutture ed ai servizi dell'Ente.

 

Art. 44    Limiti al diritto di accesso

1. Il diritto di accesso è escluso per i documenti riservati per espressa indicazione di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del Sindaco o dei legali rappresentanti degli Enti ed aziende dipendenti, che ne vieti l'esibizione in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza dei terzi, persone, gruppi ed imprese, garantendo, comunque, agli interessati la visione degli atti relativi ai provvedimenti amministrativi, la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere le loro posizioni giuridiche.

2. Il relativo regolamento individua, tra l'altro, le categorie di documenti formati dal Comune o, comunque, rientranti nelle proprie disponibilità sottratti all'accesso per le esigenze di cui al precedente comma.

3. Il diritto di accesso è limitato, altresí, in ordine all'obbligo di riservatezza dei dati personali che possono formare oggetto di trattamento ai sensi della legge 31.12.1996, n. 675 e successive modificazioni.

 

Art. 45    Diritto all’informazione

1. Gli atti amministrativi sono pubblici.

2. Nell'ambito dei principi generali fissati dai precedenti articoli, il regolamento comunale stabilisce le forme di pubblicità che, oltre alla pubblicazione all'albo pretorio del comune e nei modi previsti dalla legge, ed alla notificazione ai diretti interessati, rendano effettiva la conoscenza degli atti amministrativi di interesse generale al più ampio numero di cittadini.

3. Il diritto è esteso, in generale, a tutte le informazioni di cui l'amministrazione comunale è in possesso, ivi compreso la consultazione delle leggi, delle raccolte della "Gazzetta Ufficiale" della Regione, del "Bollettino Ufficiale" della Repubblica e dei regolamenti comunali.

 

Art. 46    Il difensore civico: istituzione e finalità

1. Il Comune istituisce la figura del difensore civico.

2. Il difensore civico svolge, nei modi e nei termini stabiliti nel presente statuto, un ruolo di garante dell'imparzialità e del buon andamento dell'azione amministrativa del Comune, segnalando, anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze ed i ritardi dell'amministrazione nei confronti dei cittadini.

 

Art. 47     Elezione – durata - requisiti

1. Il difensore civico è eletto dal Consiglio Comunale a scrutinio segreto e a maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati al Comune. Dopo il secondo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta dei presenti.

2. Viene scelto tra le persone iscritte in apposito elenco formato sulla base delle domande presentate al Comune da cittadini in possesso dei requisiti previsti al successivo comma 4.

3. Il difensore civico rimane in carica per la stessa durata del Consiglio che lo ha eletto, esercitando le sue funzioni fino all'insediamento del successore e può essere rieletto una sola volta.

4. Il difensore civico deve essere iscritto nelle liste elettorali del Comune e scelto tra i cittadini che abbiano una adeguata competenza giuridico-amministrativa e diano garanzie di indipendenza ed imparzialità, oltre che di specifiche esperienze professionali attinenti all'incarico.

 

Art. 48     Ineleggibilità – incompatibilità - decadenza

1. Non sono eleggibili all'Ufficio del difensore civico:
a) coloro che versano in una causa di ineleggibilità o incompatibilità alla carica di consigliere comunale;
b) i membri di parlamento ed i consiglieri regionali, provinciali e comunali;
c) coloro che ricoprono incarichi direttivi o esecutivi nei partiti a livello comunale, provinciale, regionale o nazionale;
d) coloro che abbiano subito condanne penali e\o abbiano procedimenti penali in corso;
e) coloro che siano parenti entro il 3° grado del Sindaco e degli amministratori comunali.
2. L'incarico di difensore civico è incompatibile con ogni altra carica elettiva pubblica e con la qualifica di dipendente comunale, o di dipendente o amministratore o Sindaco di aziende od enti dipendenti dal Comune o al cui capitale il Comune partecipa.
3. L'ineleggibilità opera di diritto e comporta la decadenza dall'ufficio, che è dichiarata dal Consiglio Comunale.
4. L'incompatibilità originaria o sopravvenuta, comporta parimenti la dichiarazione di decadenza dall'ufficio se l'interessato non fa cessare la relativa causa entro venti giorni dalla nomina.

 

Art. 49     Revoca

1. Il difensore civico, in caso di gravi motivi connessi nell'esercizio delle sue funzioni, può essere revocato con deliberazione del Consiglio Comunale da adottarsi a maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati.

 

Art. 50     Prerogative

1. Spetta al difensore civico:
a) accogliere e verificare le segnalazioni dei cittadini, singoli o associati, in ordine ad abusi, disfunzioni, carenze e ritardi, violazioni ed incompetenze dell'amministrazione e trasmetterle agli uffici competenti.
b) intervenire presso l'amministrazione comunale e gli Enti e le Aziende da essa dipendenti o partecipate per controllare e verificare che il procedimento amministrativo sia avvenuto nel rispetto delle procedure previste dalla legge, dal presente statuto e dai regolamenti.
c) segnalare eventuali irregolarità al Difensore Civico Regionale, qualora, nell'esercizio dei propri compiti, rilevi disfunzioni o anomalie nell'attività amministrativa comunale delegata dalla Regione.
d) esercitare il diritto di accesso ai documenti amministrativi, mediante esame ed estrazione di copie degli atti necessari, nonché ottenere tutte le informazioni necessarie all'esercizio del suo mandato.
e) esercitare, altresí, il controllo di legittimità sulle deliberazioni della Giunta e del Consiglio nei casi e nei modi previsti dall'art. 127 del Testo unico approvato con D. Lgs. N. 267/2000.
2. Il Funzionario che impedisce o ritardi l'espletamento delle funzioni del difensore civico è soggetto ai provvedimenti disciplinari previsti dalle norme vigenti.
3. Qualora il difensore civico venga a conoscenza, nell'esercizio delle sue funzioni, di fatti costituenti reato ha l'obbligo di farne rapporto all'Autorità Giudiziaria.

 

Art. 51    Modalità d’intervento

1. I cittadini, gli enti e le associazioni che abbiano in corso una pratica ovvero abbiano diretto interesse ad un procedimento amministrativo in itinere presso il comune e gli enti ed aziende dipendenti possono chiedere l'intervento del difensore civico qualora non vengano rispettati i termini previsti dalla legge, dal presente statuto, dai regolamenti.

2. La richiesta deve essere inoltrata per iscritto al difensore civico presso la sede comunale.

3. Quest'ultimo, entro il termine di cinque giorni dalla ricezione dell'istanza, può convocare direttamente il funzionario cui spetta la responsabilità della pratica o del procedimento in esame per ottenere chiarimenti ed informazioni e per procedere congiuntamente all'esame della pratica e del procedimento.