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PIRILLA, PITILLA, FUCAZZA, SIMEDDRHA, PISCIALETTA, ... FOCACCIA!

 

 

pirilla3Tanti bizzari nomignoli per indicare un unico singolare prodotto della gastronomia contadina dalle antiche e curiose origini. La vita nell'ormai scomparso mondo contadino era scandita da rituali ben precisi legati alla sopravvivenza. Uno tra i più importanti era quello di farsi la scorta di pane che veniva poi conservato in grossi recipienti di terracotta chiamati capasuni o quartieri.

 

 

 

 

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L'operazione comincia la sera per finire all'alba del giorno dopo coinvolgendo tutto il nucleo familiare, i parenti ed alcuni casi anche i vicini di casa. Si preparava il forno in pietra riscaldandolo con legna di ulivo (messa da parte durante le rimonde), mentre le donne impastavano le "friseddrhe". Quindi si infornava a seconda delle esigenze familiari, una o più "cotte" di pane.

 

 

 

 

pirilla2Quando si era quasi alla fine, si racconta che, per ricompensare il lavoro prestato durante la notte da parenti e vicini, ecco che dai residui dell'impasto nasceva un'originale pane dalla forma rotondeggiante e schaiacciata: la Pirilla! L'uscita dal forno dopo circa un'ora di cottura, era una festa per tutti. La si divorava allegramente, gustandola con pomodori, peperoni, olio e ... tanta Fame.

 

 

 

 

PIRILLA: Antico sapore di fine nottate in un forno di pietra, lasciando il "criscente" (lievito acido) per la famiglia del giorno dopo. Ricordo di una felicità fatta di semplici cose!

 

 

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