SAN GIORGIO

 

patroni-img1La fine del mese di Aprile coincide con le prime, importanti, feste patronali del Salento.

Ad Ortelle la devozione per il santo seguace e sostenitore dei cristiani, decapitato a Lydda in Palestina nel 303d.C., è antichissima. La leggenda narra che San Giorgio fu un grande guerriero capace di uccidere un drago che terrorizzava gli abitanti di Silene, in Libia. La statua del Santo presente nella chiesa matrice di Ortelle, lo ritrae nell’atto di uccidere la bestia ed è una delle più belle e maestose statue in cartapesta esistenti.

 

 

 

 

 

 

MADONNA DEL ROSARIO  

 

patroni-img2Il culto del Rosario e la nascita delle relative confraternite appare già nella seconda metà del 1400. Questo culto si è diffuso ancor di più dopo la battaglia di Lepanto del 1571 ( nella quale la coalizione Cristiana guidata dal Papa Pio V riuscì a sconfiggere l’armata turca decisamente superiore per uomini e mezzi ), perché si pensò ad un miracolo della Madonna del Rosario di Pompei, ringraziata dal Papa stesso con una solenne processione in Roma, dedicata appunto a Santa Maria della Vittoria.

 

In seguito diversi Papi si sono interessati al culto della Madonna del Rosario, in particolare Gregorio XIII, Innocenzo XII, Clemente XI, che decretò, in data 3 Ottobre 1716 l’universalità della festa e, ancora, Benedetto XIII e Pio X, che stabilì il 23 Ottobre del 1913 la data definitiva della festa al 7 Ottobre di ogni anno.

 

La elezione della Madonna del Rosario a Protettrice di Vignacastrisi è, probabilmente,della seconda metà del 1800 ( per altri forse ancor prima : la statua originale in legno veneziano è del 1767, come risulta dagli Atti Visitali alla parrocchia di Vignacastrisi che si trovano negli archivi storici ecclesiastici di Poggiardo ed Otranto ). La Confraternita del Santissimo Rosario ebbe, naturalmente, un ruolo decisivo in questa scelta se si pensa che, nella seconda metà del XIX secolo contava ben 378 iscritti. Va ricordato anche che tale Confraternita, per effetto di uno speciale Privilegio, era stata associata nel 1866 all’Arciconfraternita del SS. Rosario di Roma.

 

Va detto che è fortissimo il legame della popolazione locale con la Madonna.  Nei primi decenni del secolo scorso, la “tassa” per la festa civile era rappresentata da grano, tabacco, friselle, uova, che venivano donati per essere poi venduti all’asta in piazza. Con il ricavato, poi, si accendevano le luminarie a petrolio e si contrattavano le bande musicali ed i fuochi pirotecnici. Ma anche e soprattutto la partecipazione alla Novena di messe e prediche ed a tutti i festeggiamenti religiosi era molto sentita e ciò si esprimeva con il canto a gran voce dell’Ave Maria.

 

In  particolare l’amore dei vignacastrensi per la Madonna aumentò dopo il 4 ottobre del 1962, giorno in cui la statua della Vergine prese fuoco a seguito di un banale incidente dovuto all’accensione di una candela, quando oramai erano imminenti i preparativi per la festa. Inizialmente tutto il paese cadde in uno stato di profonda depressione: si pensò al presagio di terribili sciagure. Poi con un grande slancio d’amore tutti, uomini e donne, si tassarono (alcune donne donarono addirittura gli ori avuti in dote!) per far riparare la statua della Beata Vergine. Così il parroco del tempo, Don Salvatore Alemanno, inviò la statua ad Ortisei in provincia di Bolzano per farla riparare, accompagnata da una lettera commovente, con la quale raccomandava agli artigiani che l’avrebbero ricevuta, di farla tornare bella e splendente com’era prima.

 

La statua, completamente restaurata, fece il suo ritorno in paese il 15 settembre del 1963: alla Santa Cerimonia era presente il Vescovo Monsignor Gaetano Pollio e, naturalmente, tutto il paese che manifestò grandissima fede, amore ed infinita devozione. Da allora, con il ritorno della statua al suo antico splendore, i vignacastrensi mai hanno mancato di far sentire il proprio amore a Colei che è considerata, da tutti, la depositaria dei destini di ognuno.

 

Ed ogni anno le vie ed i rioni di Vignacastrisi, accolgono con grandissimo giubilo il passaggio della statua della Madonna nella processione del giorno di festa, quando Ella appare, splendida Sovrana e Protettrice, nella sua meravigliosa icona, con la corona del Rosario in mano, un’altra bellissima corona in testa ed il bambin Gesù in braccio.                                   
A cura di Deodato Giovanni Guida, Assessore alla cultura del Comune di Ortelle e Vignacastrisi